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JOBS ACT: COSA CAMBIA PER I DATORI DI LAVORO?

 

LA RIFORMA IN PILLOLE

Contratto a tutele crescenti

Si applica ai lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato per i quali stabilisce una nuova disciplina dei licenziamenti individuali e collettivi.

Per i licenziamenti discriminatori e nulli intimati in forma orale resta la reintegrazione nel posto di lavoro. Per i licenziamenti disciplinari la reintegrazione resta solo per quella in cui sia accertata “l’insussistenza del fatto materiale contestato”. Negli altri casi, viene introdotta una tutela risarcitoria certa, commisurata all’anzianità di servizio sottratta alla discrezionalità del giudice (due mensilità per ogni anno di anzianità di servizio, con un minimo di 4 ed un massimo di 24 mesi).

Licenziamenti collettivi

Per i licenziamenti collettivi il decreto stabilisce che, in caso di violazione delle procedure (art. 4, comma 12, legge 223/1991) o dei criteri di scelta (art. 5, comma 1), si applica sempre il regime dell’indennizzo monetario che vale per gli individuali (da un minimo di 4 ad un massimo di 24 mensilità).

Piccole imprese

Per le piccole imprese la reintegra resta solo per i casi di licenziamenti nulli e discriminatori e intimati in forma orale. Negli altri casi di licenziamenti ingiustificati è prevista un’indennità crescente di una mensilità per anno di servizio con un minimo di 2 e un massimo di 6 mensilità.

Riduzione delle forme contrattuali 

Stop ai contratti a progetto (quelli già in essere potranno proseguire fino alla loro scadenza). Dal 2016, su quelli ancora in essere, verranno effettuati dei controlli. Per quest’anno sarà ancora possibile stipulare questi contratti, mentre dall’anno prossimo servirà l’avvallo dei sindacati.

Resteranno in piedi, invece le vere collaborazioni autonome e le vere partite Iva.

Lavoro accessorio “voucher”, viene elevato il tetto dell’importo per il lavoratore fino a 7.000 euro, restando comunque nei limiti della no-tax area.

Mansioni. In presenza di processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale e negli altri casi individuati dai contratti collettivi l’impresa potrà modificare le mansioni di un lavoratore fino ad un livello (anche demansionando), senza modificare il suo trattamento economico.